Ricarico e margine per artigiani: come calcolarli sui materiali e sulla manodopera
Ricarico e margine non sono la stessa cosa: formule, tabella di conversione ed esempi su materiali e manodopera per fare preventivi che guadagnano davvero.
Ricarico e margine sembrano la stessa cosa ma non lo sono, e confonderli è uno dei modi più comuni in cui un artigiano guadagna meno di quanto pensa. Il ricarico è la percentuale che aggiungi al costo; il margine è la percentuale del prezzo di vendita che ti resta. Un ricarico del 25% dà un margine del 20%, non del 25%. Ecco le formule, una tabella di conversione e come applicarle ai materiali e alla manodopera.
Le formule
- Prezzo con ricarico = costo × (1 + ricarico)
- Margine = (prezzo − costo) ÷ prezzo
- Prezzo per ottenere un margine = costo ÷ (1 − margine)
- Da ricarico a margine: margine = ricarico ÷ (1 + ricarico)
- Da margine a ricarico: ricarico = margine ÷ (1 − margine)
Esempio: un miscelatore costa 100 €. Con un ricarico del 30% lo metti a 130 €. Il margine è 30 ÷ 130 = 23,1%. Se volevi un margine del 30%, il prezzo doveva essere 100 ÷ 0,70 = 142,86 €.
Tabella di conversione
| Ricarico | Margine |
|---|---|
| 10% | 9,1% |
| 15% | 13,0% |
| 20% | 16,7% |
| 25% | 20,0% |
| 30% | 23,1% |
| 40% | 28,6% |
| 50% | 33,3% |
| 100% | 50,0% |
Il ricarico sui materiali
I materiali che compri e rivendi al cliente hanno un costo che non è solo il prezzo del fornitore: ci sono il tempo per scegliere e ordinare, il ritiro, il trasporto, i resi, lo sfrido, il rischio di rottura e il capitale anticipato. Per questo un ricarico sui materiali è giusto e il cliente non deve sorprendersi. Nella pratica:
- sui materiali di consumo e piccoli (raccordi, viti, colle) il ricarico è più alto, perché il loro costo di gestione pesa di più del prezzo;
- sui beni di valore scelti dal cliente (sanitari, caldaie, infissi) il ricarico è più basso, perché il cliente conosce il prezzo al pubblico;
- se il cliente compra da solo i materiali, quel costo di gestione non sparisce: va nella manodopera o in una voce di assistenza.
Il prezzo della manodopera
Sulla manodopera non si parla di ricarico sul salario, ma di costo orario pieno: stipendio e contributi, oppure il tuo compenso e i tuoi contributi se lavori da solo, più furgone, attrezzi, assicurazione, commercialista, telefono, ore non fatturabili (sopralluoghi, preventivi, spostamenti, ferie, giorni di pioggia). Solo sopra questo costo pieno c'è il guadagno. Il calcolo passo per passo è nella guida su come fissare il prezzo giusto dei lavori.
Esempio: preventivo di un bagno
| Voce | Costo | Ricarico | Prezzo |
|---|---|---|---|
| Sanitari e rubinetteria | 1.200 € | 15% | 1.380 € |
| Piastrelle e collanti | 900 € | 20% | 1.080 € |
| Materiale idraulico | 350 € | 35% | 472,50 € |
| Manodopera, 64 ore a costo pieno di 32 €/h | 2.048 € | 25% | 2.560 € |
| Totale | 4.498 € | 5.492,50 € |
Il guadagno è 994,50 €: un margine del 18,1% sul prezzo, pur avendo usato ricarichi tra il 15 e il 35%. È il numero da guardare quando si decide se un lavoro vale la pena o se si può fare uno sconto.
Gli sconti mangiano il margine più di quanto sembri
Con un margine del 18%, uno sconto del 10% sul prezzo porta il margine a circa il 9%: il guadagno si dimezza. Prima di concedere uno sconto, conviene togliere qualcosa dal lavoro (una finitura, una voce opzionale) invece di abbassare il prezzo della stessa cosa. Vedi anche come vincere più lavori con i preventivi.
Domande frequenti
Qual è un ricarico normale sui materiali?
Non c'è un valore di legge. Nella pratica si va dal 10–15% sui beni di valore al 30–50% sui piccoli materiali. Conta che il totale renda il margine che ti serve.
Devo mostrare il ricarico al cliente?
No. Il cliente vede il prezzo di vendita di ogni voce. Indicare marca e modello dei materiali, però, rende il prezzo più credibile.
Il margine si calcola prima o dopo l'IVA?
Sempre sugli importi senza IVA: per un'impresa in regime ordinario l'IVA non è né un costo né un ricavo.
